'Buongiorno'
Entra in una stanza piena di tristi uomini in divisa, con passo deciso. Si accomoda su una sedia di pelle, vi si lascia cadere, sospirando.
'Vorrei denunciare la scomparsa del Buon Senso.'
'Da quanto manca?' Chiede uno degli uomini, aprendo un taccuino rovinato e dalle pagine ingiallite.
'Sono diversi mesi, ormai. Anni, forse.'
'Quando lo avete visto per l'ultima volta, in che occasione?' Continua, con aria annoiata.
'Beh, l'ultima volta abbiamo litigato. Io volevo per forza innamorarmi, lui cercava di dissuadermi. Ma non gli ho dato ascolto.'
'Potrebbe semplicemente essersene andato di casa.' Dice l'altro, scrollando la testa. Posa la penna, e si prepara a congedare quel patetico omuncolo dall'aria affranta.
'No, no.' Fa segno di sedersi di nuovo. 'Vi dico che è scomparso! E non solo da me, è scomparso ovunque. Controlli, controlli là fuori.'
L'agente si sporse, soffiando forte l'aria dal naso, dalla finestra dai vetri opachi che si affacciava su una strada qualunque di quella città qualunque, piena di gente qualunque, che fumava sigarette qualunque, ed aveva sogni qualunque. Ma tra le ombre spente, non notò nulla di diverso.
'Non noto nulla di diverso', disse allora, cominciando a chiedersi quanto a lungo quella farsa si sarebbe protratta.
'Appunto. Lo vede?, sono tutti uguali. Camminano con la solita andatura molleggiante, hanno i soliti abiti strappati, e le solite facce annoiate, ed i soliti sorrisi falsi. Se n'è andato, Le dico, ci ha abbandonato.'
'Bene', proclamò allora l'agente, conscio che l'altro non avrebbe demorso, 'mi dica che caratteristiche aveva questo Buon Senso.' Riprese la penna in mano, arrendevole.
'Era piccolo e silenzioso, ma se apriva bocca, beh, lasciava il segno. Se ne stava chiuso nella tua testa tutto il giorno, ti guardava farti il caffè la mattina, vestirti, andare a lavoro, uscire la sera, tornare tardi, fare l'amore. Discreto, come pochi. Ma quando arrivava il momento di prendere una decisione, Signore, lui tirava fuori gli artigli.'
L'agente scribacchia frenetico.
'Mangio la pasta al pomodoro o vado al McDonald? Tu rispondevi la seconda, e lui bussava al tuo cervello, e gli chiedeva di pensarci meglio. Lo faceva una volta, ed il cervello non cambiava idea. Due volte, niente. Alla terza di solito ci ripensava. Resto a letto o vado a lavorare? Metto la camicia pulita o quella della scorsa settimana?' abbassa un pò il tono 'Mi uniformo o resto me stesso?'
Il carabiniere finisce di scrivere, e incolla gli occhi in quelli dell'altro.
'Magari era semplicemente stanco.'
'No, ne sono certo. Qualcuno l'ha rapito. Dev'essere stata la televisione, tutti quei falsi miti, quei cattivi esempi. Loro, il Buon Senso degli altri, se lo mangiano a colazione. E adesso, guardate, vi prego!' Indica di nuovo il panorama tetro al di fuori del vetro 'Sono tutti uguali. Non vivono neanche, si limitano ad esistere, lasciando che qualcun'altro prenda le decisioni al posto loro. E non qualcuno che bussa al tuo cervello per farlo ragionare, e fare la cosa giusta per te; qualcuno che fa la cosa giusta per le sue tasche- per guadagnarci, capiamoci. Dobbiamo fare qualcosa, agente!'
'Capisco' Richiude il taccuino, non prima di dare un'occhiata soddisfatta al suo scarabocchio di un un uomo con una pistola in mano.'Faremo il possibile, signore, glielo prometto. D'ora in poi, ci pensiamo noi. Ritroveremo il vostro Buon Senso.'
L'uomo si allontana zoppicando sulle gambe inferme. Chiude la porta con la schiena curva, come se il peso di quella dichiarazione disperata avesse aggiunto altri anni alla sua carta d'identità.
'Chi era, cosa voleva?' Chiede un tizio corpulento, con il distintivo storto.
'Un altro illuso. Pensa, voleva che gli ritrovassimo il Buon Senso.'
'Che stupido!', scoppiò una risata generale, 'Non lo sa che a nessuno interessa? Vivere così è una gran comodità.'
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